Fuggi come il tempo: Generazioni al telefono - Il cellulare: padrone della nostra vita?
 
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Fuggi come il tempo: Generazioni al telefono

Il cellulare: padrone della nostra vita?

Negli anni ’70 - ’80 per avvisare la mamma del proprio ritardo bastava avere un gettone e trovare una cabina telefonica. Tutto più semplice! Un'unica chiamata, che salvava dai mille messaggi mandati ora. Ormai ogni comunicazione avviene attraverso una piccola “scatola nera”: il telefono cellulare. In esso sono contenuti i pensieri e i segreti di ognuno di noi. Un diario personale del nuovo secolo, dove la penna viene sostituita da una tastiera e l’ebrezza nello scarabocchiare parole anche errate viene eliminata da un semplice “clic”.

“Si trascorre la vita al telefono” dicono gli studiosi. Infatti si preferisce chiamare e parlare con un cellulare piuttosto che incontrarsi a un bar per dirsi le ultime novità. La scusa è: “Non c’è tempo”. Ma il compito della tecnologia non è alleggerire le incombenze quotidiane per avere più tempo? Eppure con tanti strumenti avanzati, il tempo da dedicare a se stessi e ad altri è sempre meno. Ma per mandare un messaggio o postare sui social una foto, il tempo c’è sempre. E allora bisogna concludere che il telefono, oltre a creare una discreta dipendenza, è capace di far entrare nella sua “trappola” anche le persone più forti. L’epidemia di questo millennio è sicuramente questa. Contagia tutti, soprattutto i più piccoli. A tal proposito molti scienziati si sono confrontati e scontrati sull’ipotesi che le onde elettromagnetiche e radio arrecherebbero danni al corpo, in particolare al cervello, anche se ultimamente in molti contraddicono l’opinione di coloro che sostengono questa tesi, affermando che in realtà non ci sono prove effettive e scientificamente provate a suo favore.

E comunque sia, tutti usiamo quotidianamente ed in modo massiccio il nostro cellulare, spesso anche come mezzo per allontanarci dal mondo reale che può rendere insicuri e intimorire. Molti adolescenti lo vedono addirittura  come un modo per scomparire dalla realtà. Una liberazione. In alcune interviste, infatti, dei teenager hanno dichiarato che grazie al telefono riescono ad essere presenti nel mondo 24h su 24 e restare  sempre online per ogni tipo di esigenza. Ma nel campo affettivo e dei reali rapporti sociali sono una vera frana. Non vivono a pieno situazioni ed emozioni che fanno crescere, maturare, e soprattutto capire che, anche se viviamo in un mondo malvagio, la felicità è nelle piccole cose… non in una scatola vuota di sensazioni. 

di Benedetta Battista


Parole chiave:

adolescenza , cellulare , telefono

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