Tutti ai fornelli davanti alla TV. - Riflessioni vagamente sociologiche sui programmi televisivi gastronomici.
 
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Tutti ai fornelli davanti alla TV.

Riflessioni vagamente sociologiche sui programmi televisivi gastronomici.

Uno dei fenomeni televisivi di maggior successo negli ultimi anni è sicuramente quello dei programmi televisivi di cucina. Questi, ormai, sono in continua diffusione, e sono parte integrante della televisione non solo italiana. Il loro spread così immediato affascina e incuriosisce gli studiosi. Si cercano ancora risposte “semi-definitive” a questa incognita: come i programmi gastronomici sono diventati il “pane quotidiano” di determinate fasce della popolazione?

Parlando nello specifico dell’Italia, si può iniziare con il dire che la tradizione enogastronomica è parte integrante della cultura nazionale. Chi, infatti, ha mai sentito uno straniero che non associ l’Italia al cibo? Cucinare è inoltre lo stereotipo delle mansioni “obbligatorie” assegnate alle donne, anche se, al giorno d’oggi, sono sempre di più gli uomini che decidono di intraprendere un cammino verso le famose stelle Michelin. Non si può certo dire che questo sia dovuto soltanto alle varie trasmissioni televisive, ma sicuramente la TV influenza gli spettatori. Infatti un amante della cucina, vedendo in queste competizioni persone comuni come lui scalare le vette del “successo gastronomico”  e di una, se pur effimera, fama su scala nazionale, sicuramente penserà, almeno per un momento, di poterci provare. È proprio così che si innesca il meccanismo che non fa mai perdere popolarità a questi programmi.

Solo nel 2017 le trasmissioni culinarie mandate in onda da tutte le piattaforme della televisione italiana sono state ben 75. Tra queste le più seguite sono sicuramente le varie edizioni di “MasterChef”, “La prova del cuoco”, “Cuochi e fiamme” e “I menù di Benedetta”.

Si può dire, poi, che questo straordinario successo sia dovuto anche al fatto che, con il passare degli anni, la gente è in cerca di novità e di proposte intriganti e “fiammanti”, anche da questo punto di vista. Ormai non è più interessata soltanto alla tradizione locale: la cucina Gourmet e il Foodies Italia, che possono essere definiti “movimenti alimentari” in netta opposizione ai Fast Food, appagano il desiderio, da parte delle donne e degli uomini ai fornelli, di rinnovarsi; da qui nasce il desiderio di vedere la cucina non più solo come un bisogno o una seccatura, ma anche come piacere e creatività.

Il vero quesito da porsi, dunque, per capire se queste trasmissioni manterranno costante, o addirittura accresceranno, il loro successo, è: questo meltin pot di cibi, combinati in modi sempre più stravaganti per sapori e colori, va davvero interpretato come una nuova frontiera della cultura alimentare, o solo come una moda passeggera?

di Angelica Pesce


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