I Promessi Sposi: un romanzo davvero nuovo o sopravvalutato? - Caffè Letterario sul romanzo manzoniano al Liceo Classico "M.Pagano"
 
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    I Promessi Sposi: un romanzo davvero nuovo o sopravvalutato?

    Caffè Letterario sul romanzo manzoniano al Liceo Classico "M.Pagano"

    Lo scorso 30 maggio si è tenuto il secondo e ultimo appuntamento del Caffè Letterario del Liceo Classico “M. Pagano”. L’incontro ha coinvolto un pubblico molto vasto, con ospiti di rilievo, tra i quali l’arcivescovo delle diocesi di Campobasso e Boiano, Monsignor Giancarlo Bregantini. D’altra parte, il tema trattato non era certo di poco conto; il titolo, “I Promessi Sposi: un romanzo davvero nuovo o sopravvalutato?”, riassume con esaustività l’argomento introdotto e sviluppato dal professor Giuseppe Carozza, docente del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Riccia (CB). La presentazione dell’evento a cura del coordinatore dell’iniziativa, il professor Mario Lauletta, ha sottolineato l’importanza dell’incontro, la cura e la passione del prof. Carozza per i suoi studi.

    Dopo la breve introduzione, ha preso la parola Carozza, facendo una premessa che spiegava i motivi che lo hanno spinto a trattare questo tema. L’“ispirazione” gli è venuta durante un suo viaggio a Milano, città a lui cara per essere impregnata dei ricordi di gioventù . Lì, avendo fatto un giro nei famosi “luoghi manzoniani”, ha sentito il desiderio di approfondire il discorso legato all’ancora attuale validità del romanzo, soprattutto oggi messa in dubbio. Dopo essersi brevemente soffermato sul progredire del romanzo negli anni (si ricorda, infatti, che la prima stesura de “I Promessi Sposi” risale agli anni 1821-23, per terminare nell’anno 1840 con la versione finale), il professore ha sottolineato l’umiltà di Manzoni che, forse per paura di non aver realizzato un’opera valida, e forse per evitare eventuali ripercussioni da parte degli austriaci, creò la finzione del ritrovamento del manoscritto seicentesco, curato da lui e adattato in base alla sua idea di romanzo.

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     E, in realtà, sembra esattamente una storia di quell’epoca, a giudicare   dai personaggi e dagli ambienti descritti con la minuziosità di un esperto. Anche questo, tuttavia, come lo stesso prof. Carozza ha spiegato, influisce sull’insofferenza che oggi molti provano per “I Promessi Sposi”. Ritenuto troppo “antico”,  persino gli stessi professori, ovvero coloro che dovrebbero far amare il romanzo e farlo scoprire con amore capitolo per capitolo, parola per parola, talvolta, cercano di sostituirlo con autori come Calvino o Camilleri. “Solidarietà” per Manzoni giunge, addirittura, da Papa Francesco, noto estimatore dell’opera.

    Le parole del professore Carozza, dunque, lasciano intendere come non esistano possibili sostituti al romanzo manzoniano. Esso, infatti, nella sua completezza, si può definire “un romanzo libertino, romantico, religioso, polifonico e multiprospettico”. Ogni tentativo di ridimensionare il “mito” dei “Promessi Sposi”, comprensibile, trovandoci in un periodo fortemente critico contro i classici,  attecchisce poco nelle menti di coloro che riconoscono la grandezza del romanzo. Anche la critica che accuserebbe Manzoni di aver descritto, ad esempio, un amore banale, né passionale e carnale, né platonico, non regge. La capacità del nipote di Cesare Beccaria, infatti, è proprio di non far prendere posizioni ai suoi lettori. I numerosi cambi prospettici, le lunghe digressioni, la sintassi improntata alla dinamicità, i fatti talvolta inquietanti, l’impronta moralistica dell’essere e il dover essere, sono tutti elementi che concorrono alla composizione di un modello e di un’esperienza di formazione.

    Quanto sopradetto è facilmente comprensibile, anche considerando la grandissima influenza che l’opera ha avuto nel corso dei secoli. Procedendo a ritroso, da Calvino e Camilleri sopracitati, non si possono dimenticare autori come Pirandello, Pascoli, Leopardi, e anche Dostoevskij, Flaubert, Zola (pur apparentemente, così distanti dal Manzoni), e tanti altri, testimoni del carattere cosmopolita del romanzo e dell’autore stesso.

    Il romanzo ha anche valori morali e ideologie molto forti, e può essere definito come un’ “opera mondo, complessa e tragica, che assomma in sé tutte le altre posteriori”. Tra le finalità de “I Promessi Sposi” c’è anche quella di lanciare una forte accusa contro ingiustizie e soprusi, a cominciare dal motivo per cui iniziano le peripezie dei due amanti, ovvero la scommessa di don Rodrigo con il cugino, il conte Attilio, che ha il suo culmine con il rapimento di Lucia da parte dell’Innominato.

    Manzoni si pone dalla parte del popolo, descrivendolo e rendendolo per la prima volta protagonista a tutti gli effetti. Traendo ispirazione dalla sua esperienza, denuncia le ingiustizie degli arroganti invasori, e la codardia di chi, come don Abbondio, pur avendo il compito di proteggere, viene inibito dalla paura, delineando un quadro, si potrebbe dire, “classico”, ovvero imperituro e sempre ricorrente. Solo Dio riesce a salvare tutti, buoni e cattivi, attraverso la fede. La stessa redenzione dell’Innominato è uno dei momenti più toccanti dell’opera, come Carozza ha sottolineato e, nel caso di Lucia, sono le continue preghiere a mantenere viva la sua speranza e, alla fine, a ricompensarla del suo amore per Dio.

    Infatti, sebbene il professor Carozza abbia terminato il suo intervento con un punto di domanda sulla validità del romanzo, la “via” della verità sembra chiara. Ed è sempre ricollegandosi alla fede che il primo a prendere la parola dopo Carozza è stato Monsignor Bregantini. Il suo intervento ha sottolineato ancor più fortemente la validità del romanzo nell’ “epoca” moderna, paragonando molti degli avvenimenti della storia a situazioni tipiche della vita reale, dai soprusi alla gioia di ritrovarsi dopo tante peripezie e magari, come Renzo Tramaglino, dopo un lungo percorso di formazione. Monsignor Bregantini, inoltre, ha ringraziato simbolicamente Manzoni per averlo aiutato, attraverso le sue parole, durante momenti molto duri della sua vita, guidandolo verso la via d’uscita.

    Dopo altri interventi, l’incontro si è concluso con il consueto rinfresco, che ha permesso ai presenti di confrontarsi ancora su questo tema che, sebbene studiato in tutte le sue sfaccettature, pone ancora tanti interrogativi da approfondire, e che continueranno a interessare tutti, dalle nuove alle precedenti generazioni. 

    di Angelica Pesce


    Parole chiave:

    letteratura , promessi sposi , romanzo

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